



Progetto Parchi Accessibili
Parco del Mincio
La peculiarità del Parco Regionale del Mincio è quella di presentare un connubio ideale tra natura, storia, arte e cultura; il filo che tiene uniti tutti questi elementi è proprio il fiume Mincio. Come sempre, quando ci si trova di fronte ad un Parco fluviale, il corso d''acqua rappresenta lo scorrere del tempo, il contenitore di senso, il luogo-non luogo dove uomo e natura possono incontrarsi e imparare a convivere.
Il Mincio nasce a Peschiera, dal lago di Garda, entra in Lombardia in sponda destra a Ponti sul Mincio e a Monzambano, attraversando le colline dell'Alto mantovano. L'azione del fiume, che si snoda per circa 70 chilometri, unita all'antica azione del ghiaccio e all'intervento dell'uomo, ha dato vita a diversi scenari: zone collinari si alternano a zone fluviali e ad aree umide, con canneti e vegetazione idrofila. Di notevolissima importanza è la Riserva naturale regionale delle Valli del Mincio, zona umida di interesse internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar è inoltre Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) per gli uccelli selvatici. Poco oltre, il fiume si allarga a formare il primo dei tre laghi che circondano Mantova (il Lago Superiore, il Lago Inferiore e il Lago di Mezzo). Dalle sponde del parco pubblico di Belfiore si ha una veduta straordinariamente suggestiva, soprattutto nel periodo estivo, dell'isoletta galleggiante rivestita di fiori di loto. Nel tratto terminale il Mincio scorre nella pianura tra alti argini, sino alla confluenza nel Po a Sacchetta di Sustinente.
Un luogo tranquillo dove è possibile trascorrere piacevolmente alcune ore, magari passeggiando tra boschi e laghetti, è il Parco Bertone, un parco giardino, tipico del periodo romantico. Vi si possono ammirare alberi esotici e autoctoni, alcuni dei quali raggiungono la veneranda età di 150 anni.
Salici, pioppi, farnie, cerri, ontani circondano le sponde del fiume; nelle zone paludose delle Valli del Mincio e dei laghi di Mantova è presente una rigogliosa vegetazione palustre, con estesi canneti e piante acquatiche come ninfee, castagne d'acqua, lenticchie d'acqua, ibisco, loto. Ma i veri protagonisti del parco sono gli uccelli, presenti con diverse specie, soprattutto quelle legate agli ambienti acquatici e palustri; tra quelle stanziali troviamo gallinelle d'acqua, folaghe, germani reali, svassi maggiori, tuffetti, martin pescatori, basettini, pendolini, migliarini di palude.
Da visitare i numerosi castelli e le fortificazioni medievali o scaligere dell'arco morenico; le ex riserve di caccia ricche di emergenze naturalistiche e i tanti palazzi dei duchi di Mantova, in particolare il complesso della reggia dei Gonzaga, comprendente il Palazzo Ducale, la Basilica Palatina di Santa Barbara, il Castello di San Giorgio. Vanno segnalate anche le opere religiose tra cui la chiesa di S. Maria degli Angeli e il Santuario di S. Maria delle Grazie; quest'ultimo edificio, costruito intono alla metà del 1200 in stile gotico, presenta in una delle stanze interne un curioso scenario: una sala le cui pareti laterali oltre ad essere ricoperte da una serie di statue in cartapesta, legno e cera (recentemente restaurate) raccolte tra il '500 e il '600 dai frati, ha un coccodrillo che pende dal soffitto.