



Progetto Parchi Accessibili
Parco delle Madonie
Il Parco delle Madonie presenta scenari particolarmente suggestivi: aspre montagne rocciose antiche di milioni di anni, una vegetazione lussureggiante e diversificata e una fauna abbondante. Il nucleo centrale delle Madonie è costituito dal Massiccio della Carbonara, composto da rocce carbonatiche straordinariamente ricche di fossili. A questo si oppone, separato dall'incisione del Vallone Madonie, il complesso di Monte dei Cervi. Se questi rilievi rocciosi danno forma ad un paesaggio apro e duro, le colline argillose ed arenacee che si distendono tutt'intorno disegnano un paesaggio dolce e accogliente. Tale varietà di forme è sottolineata dai differenti colori: infatti, il verde e il rosso cupo delle rocce silicee, e il grigio-azzurro e il rosso prugna di talune argille si contrappongono in modo incisivo al paesaggio brullo e cinereo dei rilievi carbonatici. Le vette più alte della catena sono: Pizzo Carbonara (1.979 m), Monte San Salvatore (1.912 m), Monte Ferro (1.906 m), Monte Ouacella (1.869 m), Monte dei Cervi (1.656 m).
L'aspetto più coinvolgente di questo ambiente è costituito probabilmente dalla pervicace eppure invisibile processo di trasformazione di cui è protagonista: ogni 100 anni, infatti, avviene una modificazione di 5 - 6 centimetri che interessa i rilievi e indirettamente, in modo impercettibile, coinvolge l'intero ecosistema. Nelle aree marginali del Parco prevalgono paesaggi collinari e campi coltivati: agrumeti, oliveti, vigneti, colture cerealicole, oltre alla vegetazione tipica della macchia mediterranea. Alle quote intermedie ci si imbatte in colture legnose come il frassino da manna, il castagno, il nocciolo e il mandorlo, e nei boschi naturali di sughero, frammisti a lecci e roverelle. Alle quote più alte, infine, troviamo boschi di roveri e agrifoglio, e quindi i faggeti.
Anche la fauna è ricca, tra i carnivori le specie oggi più diffuse sono la volpe, la donnola, il gatto selvatico, la martora. Tra i roditori: l'istrice, con i suoi lunghi aculei bianchi e neri, il ghiro, il moscardino, il topo selvatico e l'arvicola del Savi. Molto diffuso è il riccio. Dei grossi rapaci restano il capovaccaio, unico avvoltoio esistente ancora in Sicilia, pochi esemplari di aquila del Bonelli e di aquila reale, nonché varie specie di falchi tra cui il più noto è il falco pellegrino. Rapaci notturni quali lallocco, la civetta e l'assiolo si aggirano ancora nei boschi madoniti.
Tutta l'area è interessante anche per la vita culturale e il patrimonio artistico e storico. Visitando i centri abitati si possono riscoprire tradizioni, usanze, folklore ed artigianato locale, oltre ai sapori antichi di una terra fertile e generosa. I pastori e i contadini hanno lasciato le loro tracce in architetture semplici e, per questo, senza tempo. Oltre ai sentieri e alle mulattiere, ai pagliai, agli abbeveratoi, agli ovili ricavati nella nuda roccia; ci si imbatte facilmente nelle antiche masserie fortificate, nei mulini costruiti lungo le vie dell'acqua, nei frantoi per l'olio. Numerosi sono gli edifici religiosi: abbazie, santuari, chiese rupestri e conventi si trovano sparsi su tutto il territorio. Basti ricordare il Santuario di Madonna dell'Alto del XIV secolo: situato sulle cime più alte delle Madoni (1.819 m) da sempre è meta di pellegrinaggi e devozione.
Strutture rilevate
- Ufficio Informazioni del Parco a Collesano
- CEA di Serra Guarnieri
- CEA La Terra dei nostri Padri a Castellana Sicula
- Ufficio Informazioni del Parco a Cefalù
- Centro Visite a Caltavuturo
- Sentiero Verde Gorgonero
- Ufficio Informazioni del Parco a Castelbuono
- Ufficio Informazioni MAM a Polizzi Generosa
- CEA Pacha Mama a Polizzi Generosa