



Progetto Parchi Accessibili
Parco dei Nebrodi
I Monti Nebrodi sono parte importante dell' Appennino siculo, caratteristici per la loro struttura asimmetrica, la ricca vegetazione e gli ambienti umidi. Si affacciano a Nord sul Mar Tirreno mentre a Sud sono segnati dal fiume Alcantare e dall' alto corso del Simeto. L' area protetta è la più estesa della Sicilia con quasi 86.000 ettari di superficie.
Il paesaggio nel complesso presenta forme dolci e arrotondate, grazie alla massiccia presenza di rocce argillose e arenacee; anche se dove le rocce diventano calcaree i rilievi assumono forme aspre come sul Monte San Fratello e sul Crasto. La ricchezza dei Nebrodi è rappresentata dai numerosi bacini naturali e artificiali che si aprono tra le sue cime per accogliere le acque di molti torrenti e ruscelli. Situati spesso oltre i 1.000 metri di quota questi specchi azzurrini ricreano scenari tipicamente montani, trasmettendo un piacevole senso di spaesamento al visitatore che mai si aspetterebbe di trovare tanta acqua e frescura in un contesto di prevalente aridità, quando non di siccità vera e propria, tipico del paesaggio siciliano. La zona si contraddistingue anche per il clima: inverni lunghi e rigidi lasciano il posto ad estati calde ma non afose, mentre le piogge sono abbondanti e d'inverno non mancano le nevicate.
La vegetazione, rigogliosa e varia, va dalla macchia mediterranea alla sughereta, ai castagneti, ai querceti, ai faggeti, fino ai pascoli e alle praterie d'alta quota. Il nome nebrodi deriva dal greco nebros che significa cerbiatto, ed è questo l'animale simbolo del Parco; nonostante il disboscamento e l'attività venatoria, il territorio rappresenta ancora quello più ricco di fauna di tutta la Sicilia. Oltre agli ungulati, sono molto numerosi i piccoli mammiferi, come l'istrice, il gatto selvatico e la martora, i rettili e gli anfibi. Tantissime le specie di uccelli e di insetti; tra quest'ultimi si segnalano ben 70 specie di farfalle. All'interno del territorio del Parco esistono, poi, numerosi esemplari di cavallo Sanfratellano, originario di questi monti, una razza preziosa per i caratteri tipici e per il ridotto numero di esemplari. È il cavallo dei Nebrodi, oggetto negli ultimi decenni di importanti studi scientifici e in sempre maggior evidenza fra le razze equine.
La presenza dell'uomo nei Nebrodi risale ad epoche antichissime, ciò che colpisce è il dinamismo e il mutuo adattamento che ha caratterizzato la relazione tra l'uomo e l'ambiente naturale, tanto da dare vita ad un paesaggio dove il connubio tra natura e cultura è, ormai, inscindibile e finisce per costituire una chiave di accesso e l'attrattiva principale di questi luoghi. Facilmente ci si lascia conquistare dall'artigianato locale: si lavorano la pietra e il ferro battuto, e soprattutto la ceramica. Le feste popolari, il folklore, la cucina e il naturale senso di ospitalità delle comunità locali sono gli ingredienti che completano questo meraviglioso quadro e arricchiscono una vacanza naturalistica.