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Parco Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane

Il Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane ha un'estensione di 27.027 ettari compresi nelle province di Matera e Potenza e raccoglie diverse aree: la foresta di Gallipoli Cognato estesa per oltre 4.200 ettari, il bosco di Montepiano e le zone delle Piccole Dolomiti Lucane.

La foresta è composta in prevalenza da fustaie di latifoglie, da ceduo semplice di roverella e di cerro, da fustaie miste di resinose e di latifoglie; il resto è costituito da pascoli e prati. Se sentite parlare di "incudine", "grande madre", "aquila reale" o "civetta" fate attenzione a non fare confusione: questi sono i nomi di fantasia che le forme particolari delle guglie hanno suggerito a chi osservava le dolomiti lucane. La nascita di queste montagne risale a 15 milioni di anni fa, periodo in cui cominciarono ad affiorare dal mare, come giganti risvegliatisi da un lungo sonno. In questi luoghi inaccessibili nidificano splendidi esemplari di nibbio reale, gheppio, falco pellegrino. A ridosso delle vette delle Dolomiti Lucane vi sono i Comuni di Castelmezzano e Pietrapertosa posti a oltre 1.000 metri. Da questi paesi è possibile ammirare l'incredibile paesaggio delle Dolomiti nonché percorrere i numerosi sentieri per raggiungere i posti più suggestivi.

Il Parco di Gallipoli presenta una varietà floristica pregevole, la vegetazione, infatti, si differenzia sulla base delle condizioni climatiche, dell'altitudine e dell'umidità; l'esemplare arboreo dominante è il cerro. Nel bosco di Montepiano si osservano querce imponenti e antiche, cerri e roveri che dominano aceri, carpini e tigli. Alle maggiori altitudini la vegetazione si infittisce con alberi maestosi avvolti dall'edera, è presente anche l'agrifoglio, ormai considerato un albero raro. Nei pressi delle Dolomiti Lucani compaiono boschi di castagno. Da segnalare la presenza dell'Onosma Lucana, specie esclusiva di queste zone. Lungo le falde del monte Caperrino fioriscono splendide orchidee, anemoni e ranuncoli.

Tra i mammiferi sono presenti il cinghiale, il lupo, la volpe, il tasso, l'istrice, il gatto selvatico, la lepre, il riccio, ghiri e scoiattoli, donnole e faine e, nei corsi d'acqua, la lontra. Se questi animali risultano piuttosto difficili da avvistare, non così è per le tante specie di uccelli, come i grandi rapaci tra cui il nibbio reale, la poiana, il gheppio e il falco pellegrino. Di notte s'incontrano facilmente il barbagianni, l'allocco, il gufo e la civetta. In prossimità dei corsi d'acqua tanti i rettili e gli anfibi. Molto rara è la testuggine di Herman, una piccola tartaruga dalla corazza a macchie gialle che vive in prossimità delle radure e della macchia mediterranea.

Il territorio ha conosciuto la presenza umana fin da tempi antichissimi. Fino all'invasione romana avvenuta intorno al III secolo a.C. che trasformò la zona in un enorme pascolo per le mandrie dell'Impero, tutta la zona era molto influenzata dalla cultura greca, come testimoniano in particolare le tecniche adoperate per le costruzioni tanto degli edifici civili quanto dei complessi militari. Un viaggio in questi luoghi non può trascurare il patrimonio "umano": qui ci si sente ospiti graditi e mai stranieri; sono particolarmente coinvolgenti le feste patronali dove le tradizioni rivivono con una semplicità tale da rendere palese la loro vitalità e autenticità. Vengono di frequente organizzate sagre, manifestazioni culturali e musicali, fiere di prodotti locali, degustazioni di piatti tipici: eventi in grado di svolgere un importante ruolo di aggregazione e di attrazione turistica; sono molto divertenti le feste di "rovesciamento" dove i ruoli sociali stabiliti vengono invertiti. Si tratta dei Culti Arborei celebrati ad Accettura, Oliveto Lucano, Pietrapertosa e Castelmezzano. Questi hanno in comune la rappresentazione dell'unione tra un albero ad alto fusto, un Cerro (il Maggio), che rappresenta il maschio, ed una Cima, la regina del bosco, solitamente un agrifoglio. I due alberi vengono tagliati e trasportati in paese a suon di musica e balli tipici, qui si provvede al loro "matrimonio", ovvero all'unione tra il tronco e la chioma, e poi si assiste allo spettacolo dei ragazzi che tentano l'arrampicata.