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Parco delle Chiese Rupestri del Materano

A Matera, in Basilicata, a pochi chilometri di distanza dal confine con la Puglia, si trova il Parco archeologico storico naturale delle Chiese Rupestri del Materano. Qui, nel corso dei millenni, il mare ha determinato la formazione di due tipi di rocce: la prima sedimentazione ha dato luogo ad uno strato più profondo denominato "Calcare di Altamura" mentre, in seguito al disfacimento di questo, o per nuove sedimentazioni, si è formato uno strato secondario, detto "Calacarenite di Gravina"; questa roccia, particolarmente friabile, ha favorito la formazione di grotte utilizzate fin dalla preistoria come rifugio. Oggi il paesaggio trae la sua suggestione proprio dalla grande quantità di rupi, grotte, gravine: un ambiente apparentemente ostile che in realtà ha rappresentato il luogo ideale per il fiorire di quella "civiltà contadina" di cui ormai si sente parlare quasi come di una fantasia lontana perduta per sempre e che, invece, proprio in questi luoghi, è possibile ritrovare. Emblemi della cultura contadina sono le masserie; queste costituivano vere e proprie organizzazioni autarchiche dove l'agricoltore dimorava abitualmente e nelle quali si concentravano diverse attività e funzioni, legate alla cerealicoltura, alla zootecnia e, per l'appunto, alla residenza.

Sono circa centocinquanta i siti di culto attraverso i quali è possibile ricostruire la storia religiosa, ma anche sociale, che si è dipanata in questi luoghi attraverso i secoli; si incontrano santuari, monasteri, antiche parrocchie, istituzioni vescovili. Tali chiese hanno costituito luoghi di aggregazione delle comunità e intorno ad esse si sono formati i primi agglomerati. Un altro percorso interessante per il visitatore è quello delle cave di tufo, che testimoniano una straordinaria capacità di adattamento dell'uomo ad un territorio ostile.

Dal punto di vista floristico il Parco presenta delle risorse ragguardevoli: 923 specie, cioè circa un sesto dell'intera flora nazionale e un terzo di quella regionale; un numero ancora più significativo se si paragona questo dato all'estensione totale dell'area, che è di circa 8.000 ettari di superficie. Un centinaio sono le specie rare, alcune anche di origine del mediterraneo orientale, 61 quelle di nuova segnalazione per la flora lucana e ben 36 sono le specie endemiche. La foresta mediterranea è dominata dal fragno, un albero alto tra i dieci e i quindici metri e con una chioma ampia, dal cerro, dalla roverella, dal bagolaro; la macchia mediterranea è molto fitta, composta da ginepro rosso, olivastro, lentisco e terebinto. Per i bird-watchers più fortunati e curiosi non mancano davvero le occasioni per avvistare specie rare come il biancone, il nibbio, il lanario, il capovaccaio, che è il più piccolo avvoltoio esistente in Europa. Altri rapaci, come il falco grillaio, vivono al fianco all'uomo e nidificano sotto i tetti delle case abbandonate dei Sassi di Matera o sotto le tegole dell'Abbazia Benedettina di Montescaglioso. Irrinunciabile una visita alla suggestiva città di Matera ed in particolare al centro storico di Sassi. La città dal 1993 è inserita nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO e, nel 1995, ha vinto il premio europeo di Pianificazione Urbana e Regionale.