



Progetto Parchi Accessibili
Parco Delta del Po
Il Parco Regionale del Delta del Po si trova al confine orientale della Pianura Padana, dove il Po si apre all'Adriatico; interessa le province di Ferrara e Ravenna. Per la sua straordinaria biodiversità e per l'esempio di convivenza ottimale tra uomo e ambiente che nei secoli ha saputo fornire, il Parco è stato dichiarato dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
Suddiviso in sei stazioni, o "ambiti territoriali omogenei", l'area ha un comune denominatore costituito dall'acqua, che con la sua pervicace azione ha contribuito a creare peculiari e suggestivi paesaggi. E, proprio in connessione con questa preziosa e oggi sempre più scarsa risorsa, si sono sviluppate le attività umane, legate principalmente alla pesca e all'agricoltura, ma anche all'arte e alla cultura. Il Parco non custodisce solo rari ecosistemi, ma anche testimonianze storiche e architettoniche di grande rilievo: il castello estense di Mesola, presso l'omonimo bosco, l'abbazia di Pomposa, tra i più preziosi esempi di arte romanica, la necropoli etrusca di Spina, la città lagunare di Comacchio, la basilica di S. Apollinare in Classe, con i suoi celeberrimi mosaici, che svetta tra Ravenna e le sue antiche pinete.
La particolare geomorfologia del territorio ha favorito il formarsi di molti boschi di sempreverdi. Lungo la fascia litoranea si sviluppa una vegetazione tipica della macchia mediterranea, dove il leccio è la pianta dominante. Il gran Bosco della Mesola costituisce l'esempio migliore di questo tipo di vegetazione. Nella fascia più interna, in prossimità delle valli di acqua dolce, si trovano prevalentemente pioppo bianco, salice bianco e olmo comune. Il lussureggiante bosco del Transversante rappresenta un esempio di questo tipo di vegetazione. Infine troviamo tutto il complesso delle Pinete, come quella di San Vitale.
Elementi di spicco del paesaggio sono le valli e le zone umide. Le Valli Salmastre, originatesi per allagamento di territori depressi da parte delle acque di mare o per l'intervento dell'uomo a fini produttivi, costituiscono ancora oggi importanti saline e riserve ittiche. Il Parco è considerato una delle aree ornitologiche più importanti di Italia e ospita al suo interno 11 zone Ramsar, 17 Siti di interesse comunitario (SIC) e 14 Zone a protezione speale (ZPS). Negli ultimi decenni sono oltre trecento, tra svernanti e nidificanti, le specie rilevate. Alcune specie nidificanti costituiscono vere rarità di importanza internazionale, come il marangone minore, con l'unica colonia dell'Europa occidentale e una delle più importanti del mondo, la sterna di Ruppell, con le uniche coppie nidificanti dell'intero continente, il fenicottero, con una delle pochissime colonie europee. Tra i mammiferi si trovano anche il tasso, la donnola, la puzzola, la volpe, il cervo nobile e il daino. Dalla metà degli anni '80, poi, è presente la lontra, un animale che in Italia sta diventando sempre più raro. All'interno del perimetro del Parco si estende una delle rare zone umide d'acqua dolce residue nell'Europa continentale: le Valli di Argenta e Marmorta.