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Parco Alpi Marittime

Con una estensione pari quasi a 30.000 ettari il Parco Naturale delle Alpi Marittime è il più ampio parco regionale piemontese. Istituito nel 1980 con il nome di Parco dell'Argentera, dal momento che questi monti ne costituivano la parte predominante, nel 1995 la regione Piemonte decise di accorpare nel perimetro la Riserva del Bosco e dei Laghi di Palanfré (istituita nel 1979) raggiungendo l'attuale estensione.

Sul lato francese, il Parco confina per oltre 35 chilometri col Parco Nazionale del Mercantour, famoso in tutto il mondo per la Valle delle Meraviglie e le sue incisioni rupestri, con il quale il Parco delle Alpi Marittime si è gemellato nel 1987. Nel loro insieme i due Parchi danno vita ad un'area protetta di oltre 100 mila ettari, che in futuro potrebbe diventare il primo esempio di Parco internazionale. L'aria che si respira in questi luoghi è molto particolare, ci si sente immersi nella frescura tipica della montagna ma nel contempo si effonde un profumo di mare. Il clima, infatti, è umido.

Alle quote più elevate sono frequenti le nevicate e le valanghe; qui vegetano boschi di conifere composti prevalentemente da larici, abeti e cembri. In generale, il territorio aspro e ripido non ha favorito lo sviluppo di un'abbondante copertura boschiva; solo il faggio, pianta estremamente adattiva e forte, è stato capace di diffondersi in un ambiente così ostile. Il paesaggio d'alta quota è caratterizzato anche dalla presenza di numerosi laghi (oltre 80) ciascuno dei quali possiede una sua specificità legata alla posizione, alla dimensione o alla profondità; alcuni di questi sono artificiali. Il sottobosco è molto ricco e d'estate si colora del rosso acceso dei rododendri. Alle quote più basse le faggete lasciano il posto a castagno, tiglio e nocciolo. La presenza di alte montagne e la relativa vicinanza col mare permettono la crescita di molti fiori: complessivamente le specie stimate sono 2.600, un patrimonio pari a quasi la metà di quello dell'intera penisola. La famiglia delle Orchideacee, ad esempio, nel solo territorio del Parco può contare su quaranta delle ottanta specie di orchidee censite in Italia.

Anche la fauna è ricca, soprattutto la popolazione di ungulati, tra questi quello più facile da avvistare è il camoscio, che può contare su 4.500 esemplari; anche lo stambecco si aggira intorno ai 500 esemplari e non é difficile osservarlo da vicino soprattutto in primavera. Più schivi sono invece il capriolo e il cinghiale, che preferiscono rifugiarsi nel bosco. Ma è probabilmente la buffa marmotta ad attirare le simpatie dei visitatori. Insomma, non a caso il Re Vittorio Emanuele aveva scelto questa zona come luogo di villeggiatura: Casa Savoia edificò, tra il 1865 e il 1870, la residenza estiva a Sant'Anna di Valdieri, le palazzine di caccia a San Giacomo di Entracque e al Piano del Valasco. Alle Terme vennero costruiti quattro chalet "di foggia svizzera", uno dei quali ancor oggi viene detto "Casa della Bela Rosin" in ricordo di Rosa Vercellana, la popolana da cui Vittorio Emanuele II ebbe due figli.