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Parco Adamello Brenta

Si schiude nel cuore delle Alpi il Parco Naturale Provinciale dell'Adamello Brenta; la più estesa area protetta della regione. Situato nel Trentino occidentale, il Parco si estende su due vasti ambiti geomorfologicamente distinti: il gruppo delle Dolomiti di Brenta e il massiccio granitico dell'Adamello-Presanella, caratterizzato dalla presenza di numerose superfici glacializzate.

Partendo dal fondovalle si incontrano boschi cedui di latifoglie che rivestono i fianchi della montagna fino a 800 metri circa, per essere poi sostituiti da associazioni di faggio-abete bianco, acero montano e tasso. Oltre i 1.400 metri boschi di abete rosso rivestono i pendii per lasciare il posto, a quote ancora più elevate, a cembri e larici vetusti che connotano di antico l'ambiente: nella zona del lago di Tovel si incontra un patriarca di ben 800 anni. Uno spettacolo unico è quello offerto dagli "Orti della Regina", un giardino naturale a 2350 metri di quota dedicato alla Principessa Sissi, che sembra amasse particolarmente visitare questi monti.

L'eccezionale integrità e varietà ambientale del territorio del Parco Naturale Adamello Brenta trovano riscontro in una ricchezza faunistica straordinaria che raramente trova pari sull'arco alpino. Nell'area sono infatti presenti tutte le specie caratteristiche delle Alpi, tra le quali spicca l'orso bruno, animale di grande importanza ecologica e simbolo del Parco, protagonista di tante leggende, racconti e tradizioni popolari. Tra i carnivori sono diffuse la volpe la donnola, l'ermellino, il tasso la faina e la martora. Sono inoltre consistenti le popolazioni di stambecchi e camosci; questi ultimi con 6.000 esemplari presenti, sono gli ungulati più diffusi nel territorio del Parco. Passando dall'alta alla media montagna, il possibile incontro con un maschio di cervo è destinato a lasciare una traccia duratura nella memoria. Questa specie, insieme al capriolo, predilige i boschi misti di latifoglie e conifere inframmezzati da ampie radure. Si possono anche osservare alcuni esemplari di muflone, frutto di introduzioni effettuate con finalità venatoria a partire dagli anni '70. Altrettanto ricca e interessante è la presenza di roditori: tra i più diffusi e caratteristici la lepre, lo scoiattolo e la marmotta.

L'avifauna annovera numerose specie tipiche dell'ambiente alpino. Tra i galliformi sono diffusi il gallo cedrone e la pernice bianca; tra i rapaci nidificano l'aquila reale, la poiana, l'astore, lo sparviero, il falco pecchiaiolo e il gheppio; vicino al gruppo del Brenta è possibile avvistare il maestoso gipeto, ritornato sulle Alpi grazie ad un progetto internazionale di reintroduzione patrocinato dal WWF. Di particolare interesse ecologico sono anche i rapaci notturni come l'allocco, il gufo comune e la civetta. Altri volatili osservabili sono il corvo imperiale, la cornacchia, il gracchio, la nocciolaia e il picchio nero.