



Progetto Parchi Accessibili
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Parchi e accessibilità
Progettazione accessibile
La progettazione è da sempre considerata una delle azioni basilari dell'uomo, che - nel suo rapportarsi con l'ambiente - naturale o artificiale - mette in atto strategie finalizzate a migliorare le proprie condizioni di vita.
Lo sviluppo di una progressiva sensibilità al tema dell'accessibilità sta determinando, in campo architettonico, un graduale cambiamento dell'approccio alla progettazione nella direzione di una crescente attenzione al concetto di diversità che, in fase progettuale, si trasforma da "vincolo" a "elemento di stimolo" per la fantasia e la creatività di tecnici, architetti e progettisti.
Il passaggio si realizza attraverso un approccio che va dalla progettazione per lo standard ( che non affronta il tema della diversità, considerando come destinatario finale l'uomo adulto, sano e perfettamente abile) alla progettazione per disabili . Questo secondo approccio, risultato dell'emanazione di regolamenti e normative relative alle tematiche della disabilità, tende a schematizzare le differenze proponendo soluzioni specifiche per le persone con disabilità (servizi igienici, percorsi e ingressi alternativi, ecc) che non favoriscono l'inclusione sociale e danno spesso vita a "luoghi ghetto", per questo disertati sia dai destinatari dell'intervento che dal resto della popolazione.
Opposta alla progettazione per disabili si sta sviluppando, e lentamente consolidando, la progettazione per un'utenza ampliata. L'approccio adottato in questo tipo di progettazione considera l'uomo nella sua complessità di essere che nel corso della vita attraversa diverse età e fasi, andando incontro a cambiamenti temporanei o permanenti; un uomo che presenta caratteristiche lontane da quella "normalità" arbitrariamente definita.
Progettare per l'utenza ampliata significa quindi considerare questa complessità come condizione di partenza, cercando di interpretare esigenze e bisogni di un ventaglio quanto più possibile vasto di utenti . In questa logica non esiste un progetto "speciale", contrapposto o alternativo a quello "normale", ma il tentativo di estendere il grado di fruibilità del progetto stesso al maggior numero possibile di persone. In questo contesto, l'adeguamento alle prescrizioni normative relative all'abbattimento delle barriere architettoniche viene considerato come il requisito minimo/limite da cui partire per migliorare e dare forma a spazi in cui gli aspetti estetico-formali sappiano affiancarsi a quelli funzionali, privilegiando, di fatto, una logica esigenziale e prestazionale rispetto a una logica meramente prescrittiva.
Nel caso delle aree protette, la progettazione accessibile dovrebbe comportare l'adozione di un nuovo modo di "leggere" e "pensare" il territorio che, per essere efficace, dovrebbe seguire la logica della progettazione per un'utenza ampliata. In particolare un'area protetta, più che limitarsi a "mettersi a norma" secondo le prescrizioni dei regolamenti di settore, dovrebbe tendere a individuare, caso per caso, la soluzione che meglio risponde alle esigenze del più vasto ventaglio di utenti e contemporaneamente ai bisogni e alle caratteristiche del territorio. In genere, infatti, le soluzioni progettuali in questi ambienti rappresentano una mediazione con le esigenze di tutela e salvaguardia, e dovrebbero pertanto essere quanto più possibile semplici e naturali. Di seguito alcuni principi e caratteristiche che gli interventi per migliorare l'accessibilità delle aree verdi dovrebbero rispettare:
- Evitare interventi "prevalenti" che possano apportare modifiche pesanti o incompatibili con le caratteristiche naturali, culturali e paesaggistiche del sito;
- Valorizzare la progettazione multisensoriale (sollecitazione di tutti i sensi) e multiopzionale (pluralità di proposte alternative);
- Modulare l'articolazione e l'estensione dei percorsi accessibili in funzione della diversità paesistica e della rilevanza naturalistica di ciascuna risorsa presente nell'area, a prescindere dalla maggiore o minore estensione superficiale;
- Organizzare l'offerta fruitiva in segmenti corrispondenti a una domanda diversificata per aspettative, inclinazioni e attitudini personali, seguendo una logica tesa all'arricchimento personale del visitatore;
- Ricercare soluzioni per garantire l'accessibilità soprattutto in fase di progettazione di nuovi interventi, in quanto risulta semplificata l'adozione di soluzioni articolate, coerenti, in armonia con il contesto e soprattutto in grado di contenere i costi di realizzazione;
- Garantire al maggior numero possibile di persone la possibilità di arrivare, accedere e fruire delle parti essenziali di strutture e spazi aperti;
- Preferire percorsi con un andamento quanto più possibile lineare e regolare, ponendo particolare attenzione all'eliminazione degli ostacoli (pali per la segnaletica, fronde, radici, elementi d'arredo, ecc.) e prevedendo l'inserimento frequente di panchine, appoggi ischiatici o aree di sosta;
- Prevedere strumenti tecnologici e servizi che possano agevolare la visita, la conoscenza e la fruizione del territorio (centri visita informatizzati, apparecchi acustici, mezzi di trasporto alternativi, disponibilità di escursioni, attività e programmi destinati a un'utenza ampliata).

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